Ci sono lavori che ci rendono soddisfatti.
Ci sono clienti a cui ci affezioniamo.
E poi ci sono progetti nei quali, inevitabilmente, entra anche un pezzetto di cuore.
Quello di Collettivo Crisi Collettiva per noi è uno di questi.
Un po’ perché come Ricreativi li accompagniamo praticamente dalla loro nascita. Un po’ perché in questi anni li abbiamo visti crescere, cambiare, diventare sempre più professionali, ampliare le loro attività e costruirsi uno spazio nel mondo del teatro.
E poi c’è un dettaglio non proprio trascurabile: Elia è mio figlio.
Quindi sì, questa volta all’orgoglio professionale di Ricreativi si aggiunge inevitabilmente anche quello di una mamma.
Un Premio Scenario che ci ha fatto correre al computer
Quando abbiamo saputo che Collettivo Crisi Collettiva aveva vinto il Premio Scenario con il progetto Bug Busters, la prima reazione è stata naturalmente quella di festeggiare.
La seconda, deformazione professionale, è stata:
“Dobbiamo metterlo subito sul sito!”
Abbiamo aperto il sito pronti a pubblicare la notizia e a piazzare in bella evidenza un bel banner dedicato a questo importante riconoscimento.
E lì ci siamo accorti di una cosa.
Quel sito non raccontava più davvero chi erano diventati Elia e Beatrice.
Non perché fosse un brutto sito. Anzi.
Quando lo avevamo realizzato, qualche anno fa, faceva parte della nostra offerta WebBag, una soluzione pensata per permettere anche alle piccole realtà e alle attività appena nate di avere un sito professionale, ben progettato e costruito con attenzione alla SEO.
E aveva funzionato.
Dopo la sua pubblicazione, Collettivo Crisi Collettiva aveva registrato un’importante crescita dei contatti, in particolare per gli spettacoli dedicati all’infanzia.
Il problema era un altro: nel frattempo loro erano cresciuti. Il sito, un po’ meno.
Quando il sito rimane indietro rispetto all’azienda. O alla compagnia teatrale.
Succede molto più spesso di quanto si pensi.
Si realizza un sito, lo si pubblica, funziona e poi si torna giustamente a occuparsi del proprio lavoro.
Nel frattempo cambiano le cose.
Nascono nuovi progetti. Arrivano nuove collaborazioni. Aumentano le competenze. Si aggiungono spettacoli, esperienze, riconoscimenti.
E magari le news rimangono ferme a qualche tempo prima.
Nel caso di Collettivo Crisi Collettiva il Premio Scenario rendeva questa distanza ancora più evidente.
Un riconoscimento importante porta inevitabilmente attenzione: qualcuno sente parlare di Bug Busters, cerca il Collettivo, arriva sul sito per capire chi sono questi ragazzi e che cosa fanno.
E quello che trova online deve essere all’altezza di quello che sono diventati offline.
Così quello che doveva essere “mettiamo un banner sul sito” si è trasformato velocemente in qualcosa di decisamente più grande.
Da CCC Spettacoli Teatrali a Collettivo Crisi Collettiva
La prima cosa che abbiamo fatto è stata intervenire sul dominio.
Il sito era nato con CCC Spettacoli Teatrali, un nome scelto anche pensando alla sua efficacia dal punto di vista SEO.
Nel frattempo, però, il nome Collettivo Crisi Collettiva era diventato la loro vera identità.
Abbiamo quindi acquistato il dominio corrispondente al nome della compagnia e lo abbiamo collegato al sito esistente.
Un intervento apparentemente piccolo, ma importante: quando un progetto cresce e il suo nome comincia a circolare, deve essere facile trovarlo esattamente con il nome con cui viene conosciuto.
Poi abbiamo cominciato a rimettere mano ai contenuti.
E, già che c’eravamo, non ci siamo più fermati.
News, stampa e un nuovo CCC Blog
Abbiamo riorganizzato completamente alcune sezioni del sito.
La parte dedicata alle date e alle news è stata separata dalla rassegna stampa, creando uno spazio più ordinato nel quale raccogliere comunicati, articoli e tutto quello che nel tempo verrà scritto sul lavoro del Collettivo.
E speriamo che questa sezione diventi molto, molto lunga.
Abbiamo poi creato CCC Blog, uno spazio nuovo nel quale Elia e Beatrice potranno raccontare non soltanto i loro spettacoli, ma anche esperienze, pensieri e riflessioni sul lavoro dell’attore e del regista e, più in generale, sul mondo del teatro.
Abbiamo aggiornato i contenuti e inserito anche nuovi spettacoli, tra cui il lavoro di Luigi Zanin dedicato al Natale e Il sogno di Bia, che porterà nuovamente i nostri due attori preferiti nelle scuole dell’infanzia.
E abbiamo aggiunto anche molte FAQ, costruite per rispondere alle domande di chi cerca spettacoli e attività teatrali, ma anche pensando a come sta cambiando la ricerca online.
Oggi infatti non dobbiamo più preoccuparci soltanto di Google: i contenuti devono essere strutturati per poter essere compresi e utilizzati anche dai nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale e dagli agenti AI.
Forse le maestre alla ricerca di uno spettacolo per la scuola dell’infanzia non stanno ancora tutte interrogando un agente AI per scegliere la prossima compagnia teatrale.
Ma noi, nel dubbio, uno sguardo al futuro lo abbiamo messo.
Poi abbiamo chiamato Web Alchemy. E la cosa è sfuggita di mano.
Per tutta la parte tecnica e SEO lavoriamo da anni con Web Alchemy Lab, che ormai consideriamo una vera e propria estensione del nostro team.
Abbiamo mandato loro l’elenco delle modifiche da fare.
Andrea si è messo al lavoro.
Poi è arrivata una sua email.
In sostanza ci diceva che, lavorando sul sito, si era fermato per la prima volta a guardare davvero i contenuti e a capire che cosa facessero questi ragazzi.
E gli erano piaciuti.
Molto.
Così aveva fatto quello che gli avevamo chiesto.
E poi aveva fatto anche altro.
Ci ha mandato un elenco di ulteriori interventi tecnici e SEO che aveva deciso di realizzare per migliorare ancora di più il sito e renderlo più performante.
Questa cosa ci ha fatto sorridere e ci ha fatto anche molto piacere.
Perché significa che, a un certo punto, il progetto aveva coinvolto anche lui.
Ed è uno degli aspetti del nostro lavoro che ci piace di più: quando dietro un sito, una grafica, una strategia o una modifica tecnica smettiamo per un momento di vedere soltanto “un lavoro” e cominciamo a vedere le persone e quello che stanno cercando di costruire.
C’è solo un dato che non riusciremo mai a misurare
Da professionisti della comunicazione dovremmo probabilmente essere qui a raccontare numeri.
Accessi prima e dopo l’intervento.
Incremento delle visite.
Contatti generati.
Posizionamento.
Conversioni.
Questa volta, però, abbiamo un problema.
Non sapremo mai quanto dell’eventuale crescita del sito sarà merito del nostro intervento e quanto sarà merito del Premio Scenario.
Perché abbiamo fatto tutto praticamente nello stesso momento.
Dal punto di vista dell’analisi dei dati, un piccolo disastro.
Dal punto di vista umano, va benissimo così.
Perché questa volta non abbiamo aggiornato il sito per generare un successo.
Abbiamo aggiornato il sito perché il successo era già arrivato e quello che le persone avrebbero trovato online doveva finalmente essere all’altezza di ciò che Collettivo Crisi Collettiva è diventato.
E adesso?
Adesso continuiamo a tenere d’occhio il sito.
Aggiorniamo la rassegna stampa, aggiungiamo le novità e osserviamo questo progetto continuare a crescere.
Come Ricreativi siamo orgogliosi di aver accompagnato Collettivo Crisi Collettiva fin dai suoi primi passi e di aver contribuito, nel nostro piccolo, a costruire gli strumenti con cui si è presentato al pubblico in questi anni.
Come mamma, invece, posso concedermi qualche riga decisamente meno professionale.
Sono orgogliosa di Elia e Beatrice, della strada che stanno facendo, del lavoro che c’è dietro a questo riconoscimento e della serietà con cui stanno costruendo il loro futuro. Veder crescere i nostri clienti è una delle soddisfazioni più belle del nostro lavoro.
Quando poi, tra quei clienti, c’è anche tuo figlio, diciamo che mantenere il giusto distacco professionale diventa un po’ più complicato.
Quindi questa volta niente distacco.
Bravi Elia e Beatrice.
Bravi Collettivo Crisi Collettiva.
Noi continueremo a fare quello che abbiamo fatto fin dall’inizio: seguirvi, supportarvi e, ogni tanto, ricordarvi che forse sarebbe il caso di aggiornare il sito.
Perché il prossimo premio, almeno online, vogliamo farci trovare pronti.












